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UN CONFANETTO STORICO: DEVILMAN!

Finalmente abbiamo la possibilità di recensire un pezzo di storia. A volte è difficile scrivere un articolo su opere che purtroppo non sono reperibili in Italia, anche perché si rischia di incuriosire un lettore impotente che non potrà godere, almeno nell'immediato, del prodotto recensito. Per le serie nuove è sempre stato un problema: non occorre spiegare che nel Bel Paese fino a qualche anno fa le novità erano sempre le ultime ad arrivare. L'enorme interesse maturato negli anni ed il cospargersi del pubblico amante dei manga come una macchia d'olio, ha inevitabilmente contribuito alla crescita di case editrici sempre più rapide ed efficienti. Prendiamo la J-Pop: con un mix di pubblicazioni che spazia dai grandi classici a novità mai viste, ha articolato e continua ad articolare un campo d'azione che ha tutte le carte in regola per soddisfare tutte le branche di un pubblico estremamente eterogeneo. Abbiamo preso in considerazione la J-Pop e non le grandi veterane proprio per la juventus di questa casa editrice che, nonostante abbia partorito le sue prime pagine nel 2006, nulla ha a che invidiare a tutte le altre. Chiudiamo questa parentesi e concentriamoci sullo stesso problema su citato, ma indirizziamo la punta del tempo nel senso opposto: nel passato. Eh si, visto che il problema della reperibilità non va a toccare solo le novità ma anche i grandi classici, fortemente richiesti dai fan (specialmente quelli più datati), esiste un senso di nostalgia che ha sempre accompagnato tutti da più di vent'anni ormai. L’impossibilità di godere di un qualcosa che ha accompagnato l'infanzia o anche
l'adolescenza non è cosa da sottovalutare. Se Mazinga Z o Jeeg Robot fossero stati replicati negli anni senza censure ed interruzioni, non sarebbero stati permeati da quell'alone di preziosità che ad esempio non ha colpito serie altrettanto vecchie come Kyashan o Yattaman: non perché quest'ultime siano peggiori sia chiaro (de gustibus non disputandum est), ma perché riproposte molte più volte e per di più trasmesse ancor oggi. Citando una serie come Goldrake, che ha letteralmente spopolato e capostipite qui in Italia per il
genere dei Super Robot, si è andata a plasmare una sorta di "leggenda" vera e propria intorno a questo personaggio, ricordato con estrema nostalgia e con una dolcezza a dir poco smisurata.
Un mercato nuovo quello che si apriva in Italia negli anni '70. Dopo lo sbarco di Goldrake nel 1978 su Rai 2 quello che realmente accadde può definirsi, senza esagerare, una vera e propria invasione. Il problema è che queste serie arrivavano sparse, senza dare la giusta importanza all'ordine cronologico. Quasi tutti sanno ad esempio che il personaggio qui battezzato "Alcor" (sempre di Goldrake) corrisponde in realtà a Koji Kabuto, pilota del Mazinger Z. La serie di Mazinger Z però, nata diversi anni prima, fa parte dello stesso universo ed è ambientata molto prima. Questo "errore" per fortuna colpì solo questo universo narrativo, e solo per questo rimproverabile. Ed ecco che giungiamo al nostro punto chiave. Nel 1983, spacciandola per nuova, arrivò in Italia -stavolta attraverso reti regionali- la serie tv di Devilman. In realtà la serie era del 1972. I primi anni '70 rappresentarono l'exploit in Giappone del vero mondo di Go Nagai; l'inizio di un'infinita catena di produzioni che videro il maestro cimentarsi in ogni genere di impresa. Si pensi che solo nel 1972 e 1973 vennero trasmesse le serie di Devilman, Mazinger Z e Cutie Honey: tre anime appartenenti ad un genere che in comune avevano solamente le battaglie e l’autore. In Italia Devilman giunse ben undici anni più tardi, e anche se non si servì del predominante bacino di utenza al servizio della Rai non si può dire che l'idea di portarla sin qui sia stata un flop. Si sa poi che quegli anni erano caratterizzati dall'importanza dei canali regionali, che molto più di altri seppero offrire questo servizio trasmettendo con audacia e in misura
progressivamente maggiore i "cartoni giapponesi". L'anime fu poi replicato qua e là per una decina di d'anni circa: dai primi anni '90 in poi non venne più trasmesso (sorte spettata anche a molti altri dei suoi simili). La fama di Devilman venne poi a disperdersi nel tempo: solo le generazioni che ebbero la fortuna di gustarselo se lo ricordano. La sua fama, anche se grande per il pubblico italiano, non raggiunse mai nemmeno lontanamente quella dei colleghi Goldrake o Daltanious. L'uscita a fumetti nel 1991 grazie alla defunta Granata Press portò il volto cartaceo dell'Uomo Diavolo sui riflettori. La trama del manga però differisce di molto con quella dell'anime ed è dotata un'anima molto più drammatica con infiniti spunti splatter/horror.
Sicuramente più matura ma non più originale dell'anime, visto che a differenza di molte altre opere, il manga e l'anime di Devilman vennero prodotti contemporaneamente nel 1972 perdurando per un anno. Il manga prendeva vita nelle pagine di Shonen Magazine mentre l'anime era trasmetto nel canale NET (oggi TV Asahi). Il manga però ebbe la fortuna (che ha tutt'ora) di essere ristampato molte volte concedendo al pubblico la possibililtà di leggerlo nonostante il decorso degli anni. Per esempio, riallacciandosi al discorso di prima, J-Pop ha terminato di pubblicare la sua ristampa ad ottobre 2013. Ma torniamo all'anime! Sul
manga proporremo una recensione corposa e completa in futuro.
Di cosa parla Devilman? La tribù dei demoni, antica abitante della terra, si risveglia dal suo sonno millenario nei ghiacciai dell'Himalaya. Il re dei demoni, Zenon, decide che è il momento di riconquistare il pianeta: per fare ciò vuole inviare un demone sulla terra destinato a spargere la morte e il caos. Sono tre i contendenti: Devilman, Reirasu e Darmi. I demoni sanno che proprio lì sull'Himalaya il giovane Akira Fudo e suo padre sono in vacanza. Durante la loro escursione i due giapponesi si imbattono nei tre demoni e vengono immediatamente uccisi. Ora, per decidere chi dei tre dovrà seminare il caos è necessaria la lotta! Devilman sconfigge gli altri due contendenti ed entra nel corpo di Akira Fudo per mimetizzarsi tra gli uomini e logorare il pianeta gradualmente. Questo nuovo Akira Fudo, rude e violento nei modi, non riuscirà a portare a termine la sua missione poiché il giovane, rimasto orfano, andrà a vivere come ospite nella casa del professor Makimura, il migliore amico del defunto padre. La figlia del professore, Miki, farà sorgere sentimenti completamente nuovi nel cuore del demone che si innamorerà perdutamente di lei. Capita la situazione, la tribù dei demoni cercherà in tutti i modi di eliminare il traditore, dando vita ad una serie di spettacolari battaglie che si spalmeranno nell'arco dei trentanove episodi. La trama si articola in modo molto semplice. La storia sa essere divertente ed avvincente: Devilman è un personaggio molto particolare e forse unico nel suo genere. L’evoluzione del personaggio nel corso della serie è molto interessante: quello che prova è inizialmente un amore egoista proiettato solamente verso Miki. Del genere
umano non gli importa nulla, infatti molte sono le volte in cui assiste in TV alle catastrofi causate dai demoni senza batter ciglio anzi, ridendo addirittura delle disgrazie altrui. Akira Fudo/Devilman però, nel corso degli episodi acquisirà una sensibilità che gli consentirà di vedere come il genere umano sia libero di vivere in pace. Il discorso alla base è molto semplice e la struttura del plot, anche se vissuto in chiave sicuramente meno solenne e drammatica, ricorda molto “L’invincibile Ninja Kamui”. Devilman in fondo altri non è che un traditore e purtroppo anche in questa versione anime non si può definire eroe: si erge a difesa di un genere umano ignaro della sua battaglia, così come della tribù dei demoni. Si assistono poi ad elementi supereroistici non presenti nel manga che alimentano l’elemento surreale ma certo non dispiacciono: l’urlo “Deviiiiiiiil!” indispensabile ai fini della trasformazione o il nome dei colpi segreti “Devil Beam” o “Devil Cutter” hanno contribuito a rendere questo personaggio una leggenda (molto di più in Giappone). L’aspetto di questo Devilman inoltre differisce di molto rispetto a quello degli altri demoni costretto ad affrontare, si pensi ai mutandoni da supereroe o ai tratti del viso. Non è presente il pelo selvaggio della versione manga o i denti aguzzi che lo confondono con tutti gli altri diavoli, e nonostante il suo particolare sadismo (certamente presente anche in questa versione per la TV), parliamo di qualcosa che anche se si distacca dai parametri dell’epoca, almeno oggi sembra divertente e bislacco. Una serie che tutt’ora sa trattenere esibendo certo, con la semplicità di quei tempi battaglie, amore e situazioni divertenti, con molti personaggi tutti da scoprire.
Purtroppo la narrazione non viene completata: non vi è nessuna battaglia finale anzi, l’ultimo episodio resta aperto e sappiamo che questa tendenza in quegli anni era dilagante (citiamo di nuovo Kamui perché no?).
In breve quindi la storia parla di questo, e gustarla sta a voi: come? Dal 26 maggio 2014 la Yamato Video ha dato per la prima volta al pubblico italiano la possibilità di vedere di nuovo questa serie storica. E’ stato commercializzato il cofanetto in DVD di Devilman in una tiratura limitata di 1000 pezzi. Prima che uscisse abbiamo parlato di come sarebbe stata l’edizione basandoci sulle notizie rilasciate gradualmente dalla Yamato stessa. Sapevamo della rimasterizzazione audio/video, sapevamo che avrebbe contenuto ben otto DVD, il doppio audio, i nuovi sottotitoli più fedeli all’originale e la sigla italiana eseguita dai mitici Cavalieri del re. Potevamo lasciare la notizia così in sospeso però? No! Ora, con il prodotto tra le mani, possiamo fornirvi una descrizione sensibile coadiuvata da un esauriente servizio fotografico!
Il cofanetto si pavoneggia elegantemente col suo colore black, presentato in possenti dimensioni riassumibili nella sua misura 14x19x3,5. Nella cover, oltre alle immagini di Akira in sella alla sua inseparabile moto e di Devilman, scorgiamo subito una novità: il tipico logo “Devilman”, scritto in sillabe katakana nella versione originale, è stato trasposto qui con le lettere romane mantenendo però lo stesso carattere. La cosa, molto gradita, da subito l’impressione di una forte tendenza al rinnovamento che però vuole mantenere l’originalità senza contaminarne la purezza. Estraendo il cofanetto vero e proprio, quello che contiene i DVD, il colore nero dominante illuminato sporadicamente da lampi (chiaro riferimento a quelli causati dalla trasformazione del protagonista) viene mantenuto e accompagnato da altre immagini sempre ritraenti Devilman (front) e Akira/Devilman più il logo sempre energicamente rosso (retro). Una volta spiegato, l’apertura classica che ricorda un libro ci porta immediatamente ai dischi. Sul lato destro ci sono tre “pagine” con due dischi ciascuno, gli altri due al contrario sono nascosti nel lato sinistro, e si dovrà aprire quindi il box ulteriormente spiegando un’ulteriore ala così da assumere le tipiche sembianze a fisarmonica. Le immagini eloquenti daranno ragione a queste parole. Spendiamo due righe per quanto riguarda l’estrazione dei DVD. Cofanetti che utilizzavano questa tecnica dei dischi sovrapposti in passato avevano causato non pochi danni.
L’eccessivo contatto tra i due finiva spesso per graffiare il retro danneggiando così il disco e quindi, la sua funzionalità. In questo cofanetto è stata adoperata una tecnica a dir poco interessante! I DVD visti dall’alto danno una chiara espressione di contatto vista l’assenza di prospettiva: in realtà tra di loro ci sono diversi millimetri di distanza che non gli consentono di strofinarsi. L’estrazione, che a prim’occhio sembra alquanto tragica, si rivelerà pratica e indolore: sul lato inferiore di ogni disco sono infatti presenti dei piccoli ganci che come molle espelleranno il disco se premuto verso la loro direzione. Una tecnica che unisce l’utile al dilettevole mantenendo il cofanetto aperto per nulla ingombrante senza dover necessariamente compromettere la condizione dei dischi. La grafica dei DVD vede il logo della serie accompagnati dai lampi, tema principale del box; sono ritratte qui alcune immagini degli episodi ma non i titoli degli stessi. Dove possiamo decidere allora quale disco mettere per vedere i nostri episodi preferiti? O li conoscete tutti a memoria come FedereZ, o l’unica cosa da fare è afferrare quella meraviglia di booklet! Questo magnifico libricino di 32 pagine è custodito nell’ala sinistra del box. Totalmente nero, non si può fare a meno di sfogliarlo con estrema curiosità. Le prime pagine illustrano subito l’elenco di tutti e trentanove gli episodi, ma non un elenco qualunque. Come già descritto per il cofanetto di “Getter Robot – L’ultimo giorno del mondo”, una cosa che a Yamato Video non piace proprio è lasciare le cose a metà. Per ogni episodio viene descritto sia il titolo in italiano che in lingua originale, una breve sinossi ed il nome del nemico da sconfiggere con tanto di immagine illustrativa. Dopo aver superato il trentanovesimo episodio però, inizia la parte ancora più divertente: ed ecco diverse pagine corredate con i
settei di tutti i personaggi, com’erano stati ideati e come si sono evoluti, le proporzioni, i demoni, alcuni schizzi di Go Nagai e le ambientazioni principali (scuola e casa di Miki). Uno spaccato che ritrae questi disegni preparatori davvero significativi per un patito. Per quanto riguarda la qualità del menù, la presenza di background musics è stata una scelta saggia e gradevole. Al termine di ogni episodio poi ci saranno (ovviamente in giapponese e sottotitolate) le anticipazioni della prossima puntata in versione estesa, gustabili anche nella versione ridotta negli extra dell’ottavo disco (in entrambi i casi comunque, inedite in Italia). Per la sigla di apertura è stata scelta la versione completa che permette di ascoltare sia la prima strofa che la seconda strofa di “Devilman” dei Cavalieri del Re ma anche la natia “Devilman no Uta”. La qualità audio/video è stata rimasterizzata nel modo migliore possibile, e una nota di merito va specialmente indirizzata all’audio italiano: tutti sanno che la qualità audio prima dell’uscita di questo box era irrimediabilmente compromessa, e questo lo si poteva vedere dalle fonti disponibili, quali VHS (registrazioni) o Youtube (clip) stesso. Cosa dire allora di un’edizione così? Come non dare il voto massimo? Anche solo l’idea di riportare questa serie in auge o dedicarle tutta questa passione (si pensi alle’evento con Massimo Corizza presso lo Yamato Shop) merita una nota di riguardo o meglio, una vera propria nota di affetto. Non è un affetto dovuto alla materialità in sé del prodotto, bensì ad un interesse nei confronti degli appassionati che non può far altro che essere apprezzato e supportato, vista la minuziosità riservata alla cura di ogni dettaglio e all’accortezza di non lasciare da parte nemmeno delle finezze a cui probabilmente pochi avrebbero fatto caso (come le anticipazioni degli episodi in versione ridotta). Un lavoro magistralmente eseguito destinato, per ora, solo a mille fortunati. Il preorder del box è partito dal sei maggio ed è stato mantenuto uno sconto del 30% fino al 31 maggio (cinque giorni dopo l’uscita praticamente). Presso lo store Yamato Video il prodotto è ancora disponibile con applicato uno sconto del 20%.
Cogliete quest’occasione per seminare il caos sulla terra!
“Devil Arrow!”
FedereZ

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