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Japan- Kentaro Miura- Bronson

DOPO IL KHAN ECCO "JAPAN"! IL FUTURO DEL GIAPPONE!
Concludendo il ciclo che vede la collaborazione tra Bronson e Miura, parliamo questa volta di un'opera che a differenza de Il re lupo viene raccolta in un unico volume autoconclusivo. Il volume in questione, sempre edito da Planet Manga qui in Italia, porta il nome di Japan (ジャパン).La realizzazione risale al 1992, ed è già visibile all'occhio un tratto più maturo di Kentaro Miura: un tratto più raffinato nella caratterizzazione dei personaggi ma allo stesso tempo più grezzo. Per chi lo ricordasse in Berserk lo stile è lo stesso che troviamo nei primi capitoli del lungo flashback dell'armata dei falchi.Il plot è molto originale, ma per poterlo davvero gustare, vista l'origine dei protagonisti e dei problemi sociali posti all'attenzione del lettore, bisognerebbe essere figli del Sol Levante.Questo perché il volume raccoglie un altro viaggio temporale come l'abbiamo visto ne Il re lupo, ma stavolta nuovi personaggi si troveranno ad affrontare un balzo che li porterà in un futuro prossimo.Facciamo un passo indietro.Il personaggio principale è un ex boss della yakuza (mafia giapponese) di nome Katsuji Yashima. Quest'ultimo abbandona la sua carriera da malavitoso per seguire e conquistare la donna di cui è follemente innamorato: Yuka Katsuragi. Yuka è una giornalista e viene "braccata" dal protagonista anche durante un
servizio a Barcellona, luogo in cui l'opera inizia. Katsuji è accompagnato da suo fratello Akira, ex teppista, scaltro e rude nei modi. Katsuji ricorda moltissimo il Gatsu/Guts di Berserk, anche se è fisicamente molto più robusto. La sua personalità forte lo rende un personaggio davvero interessante: non è istruito, ma non è uno stupido. È un uomo d'onore, come i principi della yakuza ci suggeriscono, ed è leale e corretto. Il fratello Akira, nonostante non abbia queste doti e sia un teppista, si mostrerà un personaggio "buono", leale e fedele a suo fratello maggiore. Personaggi antitetici a questi, sono tre studenti universitari in gita a Barcellona chiamati Mitsuo Inokuchi, Naoto Maruyama e Hiroshi Ikezawa. Questi rappresentano la superficialità di una gioventù cresciuta e forgiata dalle forti basi del capitalismo. Svogliati in tutto ciò che fanno, non hanno nessun interesse in particolare: la loro cultura deriva da un'istruzione fredda e per nulla analitica che li ha desensibilizzati a qualsiasi tipo di problema. Yuka, personaggio affascinante non solo perché è una bellissima donna ma anche perché dimostra un alto livello di sensibilità, vedendo questo menefreghismo cerca di far ragionare i tre ragazzi. Qui inizia una lunga digressione dove il Giappone viene ritratto come prima potenza mondiale e capace di riprendersi sempre anche da eventi catastrofici (si pensi ad Hiroshima e Nagasaki). La sua forza e fiducia nel capitalismo però si potrebbe rivelare un'arma a doppio taglio, poiché oltre a concentrare l'odio e l'invidia di tutte le nazioni avversarie economiche, sarà madre di  figli automizzati proprio come i tre ragazzi in questione. Persone che credono soltanto al potere del denaro e del libero mercato, il quale giustifica ogni mezzo (anche eticamente scorretto) per schiacciare qualsiasi avversario. Ed è qui che Yuka paragona il Giappone a Cartagine: alla sua enorme prosperità e capacita di crescere senza limiti, attraendo però a sé le avversità delle altre popolazioni. Avversità che non possono essere contrastate proprio a causa di questa superficialità.
Altro personaggio è Yoko Takamine, un'altra studentessa universitaria che inizierà una storia con Akira e versione femminile dei tre ragazzi su citati.I sette protagonisti vengono improvvisamente trasportati in una dimensione oscura abitata dai fantasmi dei cartaginesi. Uno stregone rivelerà loro che il Giappone farà la stessa fine di Cartagine e a dimostrazione di questo li teletrasporta in un epoca successiva al 2031. È qui che inizia la vera avventura. Un futuro post-apocalittico dove i giapponesi sono ridotti a schiavi della peggior specie: nomadi senza terra (poiché il Giappone non esiste più) trattati come bestie senza onore. Un nuovo e potente ordine è andato a instaurarsi col tempo: la dittatura di Neo-Europa. Gli uomini più ricchi della terra, dando vita a questo governo, esaltano il mito della razza ricalcando molto il
tipico regime di stampo Fascista. È qui che Azuma prenderà le redini del gruppo: combatterà per la sua patria perduta e per l'amore non corrisposto di Yuka trascinando i suoi compagni in una battaglia volta alla riscoperta di se stessi; volta alla conquista di una nuova nazionalità. I profondi cambiamenti (in positivo) di tutti i personaggi nati da una condizione di bisogno valorizzano appieno principi primitivi e puri allo stesso tempo. La grinta, l'onore, l'importanza della collaborazione e dello spirito di squadra e come topos immancabile l'amore.
Una lezione che è sicuramente rivolta in primis ad un pubblico nipponico, ma che può essere percepita senza vergogna da qualsiasi lettore. Nonostante il fulcro dell'opera sia un Giappone caratterizzato da una sfavillante decadenza, moltissimi altri paesi potrebbero rispecchiarsi in questa cornice di "guerra fredda". E' pur vero che la dedizione e la costanza di un giapponese medio posta al servizio di una produttività a volte viscerale difficilmente può essere abbracciata da una mentalità differente (italiana ad esempio); fattore che invece abbraccia la totalità del pianeta è invece questo capitalismo che volenti o nolenti ci assorbe nel suo gioco sempre più crudele. Gioco che impoverisce le tasche di chi è sconfitto ma ancora peggio -come ci vuol far intendere l'opera- scarnifica l'umanità di chi ne esce vincitore. Il fatto che questo breve ma potente tankobon sia del 1992 non toglie nulla alla sua attualità ancora prepotentemente valida. Attualità che non vede il Giappone come unico protagonista/antagonista ma che, coerentemente con il manga, vede una vittoria sempre più schiacciante della macchina capitalista.Prendere le macerie frutto della devastazione e costruire un nuovo mondo di sani valori umani e speranza: questo è l'imput. Rinascere come le fenici anche se a volte il prezzo è una violenta battaglia. Questo è il Giappone che dovrebbe essere. Queste sono le radici indistruttibili che hanno il vero diritto di prevalere. Questo è ciò che Bronson e Miura coordinano tra penna e matita. Questo dovrebbe essere il futuro.Questo è il vessillo di Japan!

FedereZ



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