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The Walking Dead- Il Fumetto

Homo homini lupus

La caratteristica che più contraddistingue gli Zombie è senza dubbio il loro essere inarrestabili, il loro avanzare lento e inesorabile.
E inarrestabile, lento ed inesorabile è il successo mondiale che la saga The Walking Dead sta riscontrando, diventando a tutti gli effetti un franchise dalle enormi potenzialità commerciali, grazie alla serie tv, alla serie di action figures, ai videogiochi e altri prodotti.
Ma il progetto originale, quello da cui si è sparso a macchia d'olio tutto questo, parte da un fumetto, scritto e ideato da Robert Kirkman e inizialmente illustrato da Tony Moore, che lascerà dopo i primi numeri le matite in mano al suo attuale sostituto, Charlie Adlard.
La trama è quanto di più semplice e banale una storia basata su un'apocalisse Zombie possa offrire: la piaga
degli infetti si diffonde dappertutto, e un gruppo di persone si riunisce per tentare insieme di sopravvivere.
All'inizio del fumetto, che coincide con il primo mese di catastrofe, è forte nei personaggi la convinzione che arriveranno dei soccorsi a sistemare tutto, che la vita tornerà ad essere quella di prima, che la condizione di morte e devastazione sia solo momentanea.
Ne è convinto agli inizi anche il protagonista, Rick Grimes, poliziotto di provincia che durante i primi giorni dell'apocalisse si trova in coma in un ospedale ormai abbandonato dai viventi ma abbondantemente ricco di ospiti Zombie.
Rick, ripresa coscienza, si trova catapultato in quell'orrore e si apre la strada verso la città.
E' importante notare in queste vignette la sofferenza di Rick quando uccide uno Zombie: l'impressione è che stia sopprimendo un malato per non farlo soffrire ulteriormente, piuttosto che eliminare un pericoloso infetto antropofago.
Rick viene a sapere da un altro sopravvissuto che la maggior parte dei cittadini ha evacuato la città e si è mossa in direzione di Atlanta, raccoglie quindi qualche arma dalla sua caserma e parte , nella speranza di ritrovare la moglie ed il figlio.
All'entrata della città si rende presto conto che anche Atlanta è caduta, e viene circondato da un'orda di Zombie e infine salvato da un ragazzo, Glen, che lo condurrà presso un gruppo di sopravvissuti, tra cui ritroverà l'amata moglie Lori, Il figlioletto Carl e il suo vecchio amico e collega Shane.
Da qui in poi, la storie ruoterà intorno a Rick Grimes, al suo gruppo e al loro desiderio di trovare un posto sicuro da chiamare casa.
La trama generale, presa da parte nuda e cruda, non offre grandi variazioni rispetto a quanto siamo abituati a vedere in altri classici basati sulle epidemie Zombie.
Cosa ha reso allora grandioso il progetto?
Ciò che viene analizzato maggiormente nel fumetto, non è l'epidemia, ma le reazioni degli uomini ad eventi così catastrofici.
L'invasione Zombie non è altro che uno sfondo su cui costruire una storia fatta di e da persone, esseri umani che, messi alle corde dalla disperazione, dalla fame, dal vortice di follia e morte, riusciranno a tirare fuori il peggio di loro pur di sopravvivere.
I personaggi principali imparano presto a diffidare di chiunque, a dormire sempre con un occhio aperto, impareranno presto che gli Zombie non sono il peggio che possa capitare loro e, infine, capiranno che la pietà e il buon cuore sono nemici della sopravvivenza.
Soprattutto il personaggio di Rick, che emerge nel gruppo come leader naturale, prenderà nel corso della serie una sequenza di decisioni che lo segneranno in maniera definitiva, trasformandone il carattere e rendendolo, a volte, prudente ai limiti del paranoico. Ma Rick non è l'unico a subire un indurimento nel carattere.
Tutti i personaggi subiscono, chi più e chi meno, una trasformazione analoga. Persino il cattivo per eccellenza della serie, il Governatore, nella sua follia tenta in tutti i modi di proteggere la sua unica figlia, ormai Zombie, tenendola vicina a sè e passando del tempo con lei.
Il cambiamento maggiore però, avviene in Carl, il figlio di Rick, che si riscopre povero di pietà e sprezzante dei deboli, spietato con i nemici, forse a causa della sua giovane età che assorbe e si adatta ai cambiamenti in maniera più repentina di quanto non accada agli adulti.
Le tematiche affrontate dal fumetto si posso riassumere in un antico motto latino: Homo Homini Lupus.
Per quanto riguarda i disegni, i primi volumi realizzati da Tony Moore rimangono a mio parere molto affascinanti: i personaggi sono caratterizzati da fattezze ed espressioni molto fumettistiche, uno stile morbido ed animato, che crea un gradito contrasto con le tematiche a sfondo horror e drammatiche della serie.
Per quanto riguarda il suo successore nonchè attuale disegnatore della serie, Charlie Adlard, a causa del suo tratto aspro non si viene a creare tale contrasto. Il disegno è più grezzo e drammatico e, in alcuni casi, ho davvero apprezzato il modo in cui vengono ritratte sul volto dei personaggi emozioni forti quali disperazione, determinazione e follia.
Il punto di forza di questo tipo di disegno è senza dubbio la capacità di ritrarre la miseria a cui sono ridotti i personaggi, oltre alle tavole finali di ogni volume, che prendono spesso l'intera pagina e che in molti casi hanno un alto impatto drammatico.
La scelta per il bianco e nero è a mio parere perfetta per questo tipo di pubblicazione, che non deve mostrare i colori sgargianti di variopinte calzamaglie, quanto invece sottolineare l'alto tasso di dramma e disperazione.
I volumi in italiano sono pubblicati dalla Saldapress, sia in formato Paperback per librerie contenenti 6 volumi originali da 140 pagine circa, sia in edizione  da edicola, con albi da 96 pagine contenenti 4 volumi originali e, nonostante le prime stampe siano esaurite da tempo, attraverso le ristampe l'intera serie è disponibile per entrambi i formati.

Hailtotheking


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