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SHAMO – SESSO, VIOLENZA E ANIMO PURO

SHAMO – SESSO, VIOLENZA E ANIMO PURO: ECCO A VOI RYO NARUSHIMA! 

 Nascere significa essere introdotti in un sistema. Nascere significa entrare a far parte di una
serie concatenata di meccanismi posti in essere da chi per primo ha messo piede su questa terra. Nascere presuppone una battaglia, e vincerla significa assimilare regole imposte da altri e sfruttarle rendendole proprie. Essere forti, essere competitivi ed ambiziosi oggi non è
Shamo
nient'altro che una fervida illusione: è una convinzione astratta di lottare per ottenere un’indipendenza che quasi sempre si rivela autolimitativa e logorante. Si potrebbe pensare che questa vita sia soltanto una menzogna. E allora le regole non vanno seguite. Occorre andare contro ogni convenzione per superare se stessi all'infinito e vivere davvero, per imporre il proprio ego e plasmare la dimensione nella quale davvero ci si possa rispecchiare. E' necessario disprezzare e schiacciare qualsiasi cosa perché l'Io sovrasti su tutto, perché la vita sia continuamente elettrizzata dal brivido di una battaglia che può anche avere ad oggetto scopi ignobili e meschini. Vivere è nutrirsi e lottare, respirare e sanguinare, perdere la vita e scopare. Vivere è non chinare mai il capo. Vivere è cercare la guerra anche quando non è necessaria, ardere e spingersi continuamente allo scontro per trovare un senso ad ogni giorno. Vivere è lo stile di Ryo Narushima. E' un ragazzo tranquillo Ryo. E' giovane ed è uno studente modello: educato, intelligente e creativo. Ha un futuro brillante davanti a sé, una famiglia facoltosa e la possibilità di fare ciò
che vuole con le sue capacità. Uno schema perfetto, una vita avviata perfettamente, invidiabile e stimabile. Ma Ryo è in catene. Ryo ha saputo adattarsi come un camaleonte, ma la corteccia che indossa non è la sua vera pelle. E' una maschera, una prigione, una cella. Questa vita per quanto brillante è soltanto una menzogna volta ad assecondare il volere dei genitori e della società stessa. Non ha premeditato nulla, eppure un bel giorno decide
Il giovane Ryo Narushima
istintivamente di prendere un coltello e scaricare la sua collera e la sua frustrazione sui suoi genitori. Li uccide. Questa scena è assistita dalla sorella maggiore che rimane incredula nel vedere la brama di uccidere negli occhi del fratello. Questa fiamma si spegne e Ryo, sporco del sangue di coloro che gli donarono la vita, fissa un punto nel vuoto realizzando a poco a poco cosa ha causato. Un'azione a prim'occhio meschina e nauseante. Uno studente modello che scende al livello della bestia più immonda, disprezzata dall'intera società. Però la vita di Ryo inizia qui. Il suo vero essere inizia a svilupparsi davvero, senza regole e limiti. Non ha più vincoli imposti da nessuno. Paradosso significativo è che la sua libertà (di pensiero e azione), inizia all'interno di un riformatorio. Un luogo abitato da animali apparentemente peggiori di lui, ma Ryo merita il disprezzo anche di queste persone, di questi criminali. Sì, perché ha commesso il crimine più efferato: ha posto fine alla vita dei suoi genitori. Tutto il disprezzo suscitato dagli altri giovani carcerati viene subito esposto con ferocia inaudita. Il giovane, brillante Ryo vene malmenato e stuprato, trattato al pari di una prostituta di bassa lega. L'esercizio fisico obbligatorio veniva svolto una volta alla settimana, ed era affidato all'ergastolano Kenji Kurokawa. Questo è l'incontro del destino che conferirà a Ryo il suo enorme potere, potere che va oltre quello di qualsiasi supereroe: il potere di essere libero. Kurokawa è un vecchio signore che per tutta la sua vita ha praticato il Karate nella sua forma più pura, non quella insegnata nelle palestre, ma quella volta a sviluppare tecniche reali di difesa da applicare nella vita di tutti i giorni. Si trova a scontare la pena per aver quasi ucciso il primo ministro, poiché da giovane era un rivoluzionario terrorista. Gli insegnamenti che Kurokawa impartisce sono proprio questi ora,
Shamo l'addestramento
insegnando il suo karate nel riformatorio. Nessuno lo pratica con lo spirito giusto: questi ragazzi stanno scontando una pena e tutte le attività da sbrigare nel riformatorio, specialmente il karate, vengono svolte con una particolare svogliatezza. Ryo non la vede così però: si instaura un particolare rapporto con il maestro Kurokawa e il giovane vede nell’arte marziale la chiave, la via d’uscita da una vita pregna di debolezza e pateticità. Inizia a materializzarsi un rapporto quasi osmotico con il Karate, tanto è che si allena anche da solo in cella: esercizio fisico, migliaia di flessioni e la ripetizione infinita delle tecniche assimilate dal maestro. “Iniziare dal mignolo a chiudere la mano, stringere il pugno con forza e portarlo dietro il fianco. Sferralo con tutto il corpo imprimendo energia alla rotazione del braccio”. Attraverso il Seiken Tsuki, il pugno classico del Karate, Ryo capisce che anche lui può difendersi. Trasforma la pratica in teoria quando deve difendersi per l’ennesima volta: stavolta però è lui che fa sanguinare gli altri. Inizia a farsi un nome e a provare emozioni vere solo quando si mette alla prova: sfida e si difende, combatte dentro e fuori gli allenamenti di karate. Stende anche il ragazzo più temuto lì dentro e non ne ha mai abbastanza. Il suo carattere cambia radicalmente, si trasforma: da mite agnellino in una società di burattini diventa il re delle bestie immonde, temuto, odiato e rispettato. E’ alla vista di questa voglia, di questa brama smisurata di ardere in continuazione per provare a se stesso di essere il più forte vissuta come un ossessione, il suo maestro Kenji Kurokawa gli attribuirà il soprannome che prende il titolo del manga: “Shamo”. Un gallo da combattimento. Una creatura nata con lo scopo esclusivo di combattere. Combattere e vincere per sopravvivere. Uscirà dopo tre anni. Il suo obbiettivo però rimane lo stesso. Resta la bestia maturata nel riformatorio che cerca ogni pretesto per litigare, che vuole continuamente combattere, che soddisfa ogni suo istinto e desiderio malmenando persone innocenti e stuprando ragazze o prostitute. Fonderà l’utile al dilettevole prestando la sua abilità di combattente da strada al servizio di uno yakuza, andando a pestare avversari o debitori per conto di questi. L’unico obbiettivo che lo lega alla sua umanità è trovare la sorella che, avendo perso tutto a causa del parenticidio commesso dal fratello, è stata costretta a
Shamo Il Gallo da combattimento
prostituirsi. Vivendo per un lungo periodo nella strada a combattere con quelli che per lui sono dilettanti, sente che il suo karate si sta arrugginendo. Dovrà trovare e sfidare maestri veri, persone con lo stesso spirito di Kurokawa per migliorare ancora il suo stile e mettersi alla prova portando ai limiti il suo essere. Come sempre ci teniamo vaghi per non rovinare la trama, sorprese e colpi di scena! E’ un’opera violenta che fa riflettere, che porta anche ad invidiare Ryo Narushima per il suo modo libero di pensare. Un’opera dove il diritto insito in ogni uomo diventa un prodotto soggettivo garantito da una società sostanzialmente assente; dove prevale la volontà colta di un giovane uomo che perde ogni contatto con la materialità o la superficialità dei rapporti umani. Dove il pugno diventa la moneta di Ryo, moneta con cui paga un mondo protetto da barriere ipocrite e spesse. Dove un suo pugno però, riesce a spaccare a tutto questo, valorizzando la purezza dell’istinto della violenza, del sesso più spinto e di ogni maledetto tabù che ha reso tutto il genere umano sporco e perverso: perversione sporcata da un sorriso vile e finto. Perché Ryo, in tutto quel mare nero, in quel suo mondo che può sembrare criminale e irrispettoso, nella sua “malvagità” è però pienamente se stesso. Limpido, trasparente e terribilmente vivo. Originale. Per chi è abituato e predilige un genere crudo è la lettura perfetta che porta la firma di Akio Tanaka e Izo Hishimoto. Per chi invece non ama tutto questo è ancora meglio. Un manga introspettivo e spettacolare allo stesso tempo edito da Planet Manga e tutt’ora reperibile dal primo volume.


FedereZ


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