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Berserk! dalla carta alla carta!

Berserk – Dalla carta alla carta

Cavaliere delle tenebreDal 1996 (in Giappone dal 1989) abbiamo l'onore di poter collezionare una delle serie che più hanno riscosso successo a livello cartaceo. E' un manga che ha fatto molto parlare di sè in questi diciotto anni, visti una trama superba ed una matita a dir poco sovrumana.
 Dal genio indiscusso Kentaro Miura eccoci oggi a parlare di "Berserk" (ベルセルク)!

Oltre al plot straordinario è davvero un ottimo periodo per scrivere di quest’opera, dato che sono disponibili in blu ray editi da Yamato Video i primi due capitoli della trilogia di lungometraggi dedicati a questa serie. In attesa dell'uscita del terzo volume (doppiato in italiano) entriamo un po’ nel vivo della dimensione Berserk.
Il cuore dell'opera -ricordando che non è conclusa ma ancora in corso- è senza ombra di dubbio il protagonista, Gatsu (o Guts nel riadattamento inglese).
Prima di iniziare il lungo excursus che ci parlerà della sua vita, il manga inizia con due storie che ci presentano il
personaggio di Gatsu, ossia lo "spadaccino nero" o "cavaliere delle tenebre". Per quanto interessante e coinvolgente a primo acchitto la storia sembra abbastanza semplice: questo perché il lettore non è ancora a conoscenza dei dettagli che hanno traghettato il protagonista nella situazione dove  il racconto inizia. L'ambientazione affascinante in cui si svolge la vicenda è un medioevo fantasy, a tratti gotico/horror, ricco di cavalieri e castelli, regni e guerre ed altri elementi indissolubili da queste caratteristiche.
Gatsu esce fuori da questi schemi portando con sé uno stile tutto suo. E' un guerriero protetto da un'armatura completamente nera ed un lungo mantello dallo stesso colore, è orbo ed ha un braccio meccanico. Il suo equipaggiamento, il piatto forte e sua maggiore peculiarità, è una spada enorme meglio nota come "ammazzadraghi", alta circa una volta e mezzo la sua statura. Dietro il collo ha impresso un marchio che gli
Gatsu l'Ecatombe
provoca dolore ed inizia a sanguinare ogni volta che si avvicina a creature sovrannaturali e/o demoniache. Il suo obbiettivo è cacciare queste creature; è lo scopo della sua vita. Ogni sua mossa, ogni suo passo e a maggior ragione ogni sua battaglia ha come fine ultimo quello di trovare ed uccidere questi esseri.
Ogni notte di Gatsu, trascorsa a riposare nei boschi o in luoghi dove trova accoglienza, è perennemente disturbata dalla presenza di questi demoni, che non lo lasciano dormire, da questi fantasmi che agiscono esclusivamente di notte, che a detta loro bramano il suo corpo. Lo vogliono, lui appartiene loro. Ma il cavaliere delle tenebre non si lascia mai sopraffare, li respinge con ferocia e riesce a spuntarla ogni notte.
E' in queste apparizioni notturne che si vede per le prime volte un essere che si distingue da quei fantasmi magri e sgraziati. E' senz'altro un essere che trascende la natura umana, ma è in piedi, robusto e coperto da una sorta di esoscheletro rosso scuro, con un elmo che ricorda vagamente un falco. Si riconoscono una bocca incorniciata da labbra carnose e rosse e degli occhi profondi, eppure umani.
CaskaProprio qui Gatsu sanguina  di più,  proprio qui trova le forze per non smettere di combattere: è alla vista di questo personaggio che Gatsu mostra il vero rancore che muove le sue azioni. E' quel personaggio che lo spinge a brandire quella spada come fosse una leggiadra piuma senza fermarsi mai.
Digrignando i denti e fissandolo con tutta la sua rabbia esce sommesso il nome di quell'uomo: "Grifis!"
Gli tirerà un fendente devastante ma come ogni volta si dissolverà nel nulla. Perchè è un sogno. Un incubo.
Chiedendoci chi sia questo Grifis, il nostro protagonista affronta un po' di mostri (apostoli della Mano di Dio) qua e là e si incontra con quella che sarà la sua inseparabile spalla: Pak, un piccolo elfo simpatico che vede in Gatsu sin da subito qualcosa di più rispetto a ciò che egli vorrebbe far trapelare. Ricordiamo che specialmente agli inizi della storia, Gatsu oltre ad essere un uomo che vive seguendo l'istinto della vendetta, è violento e scontroso con tutti, disprezzando chiunque, specialmente chi non è in grado di difendersi con le proprie forze.
Nel sesto volume della prima edizione Planet Manga (nel terzo della ristampa "collection") inizia, interrompendo la saga precedente per diversi numeri (circa venti della prima edizione e dieci della ristampa), un flashback completo e dettagliato accorto di ogni sfumatura della vita di Gatsu, dal suo ritrovamento da neonato ai suoi vagabondaggi come mercenario fino all’età di quattordici anni circa; dall’incontro con il famigerato Grifis fino all’ascesa e caduta dell’armata dei falchi, e quindi fino alla situazione che lo ha portato ad essere come noi lo abbiamo conosciuto dal primo volume.
E questo è l’input della serie: chi l’ha letta riconoscerà la mia omissione di parecchi dettagli, ma il tutto è per non rovinare questo capolavoro a chi non ha ancora avuto la fortuna di gustarne le tavole.
E’ un racconto molto lungo, accompagnato da illustrazioni che specialmente negli ultimi otto anni hanno reso fin troppo per un manga: è un continuo migliorarsi dell’autore. Miglioramento che molto pesa però ai fan della serie, questo perché la realizzazione di una tavola, anche la più “inutile”, richiede tempi smisurati, e non esagero.
Tipica tavola Berserk
Dallo stile complesso ma sempre abbordabile/fumettistico col quale l’autore ha iniziato, si è passato ad una minuziosità nella rappresentazione dei personaggi, dei paesaggi e di ogni dettaglio presente in una pagina forse esagerata. Mai è da biasimare tanto zelo, ma credo che un’opera, specialmente quando si parla di un manga, abbia bisogno di una certezza nella sua periodicità: questo per non deludere le aspettative di chi ne è appassionato o, motivo ancor più pressante, per non far perdere il filo essenziale della trama al lettore. La pubblicazione di ogni numero oramai è diventata dubbia, ed il problema è che i volumi che escono tutt’ora con cadenza irregolare portano la trama a compiere delle evoluzioni millesimali.
Leggerli tutti assieme, com’è successo a molti, potrebbe dar prova forse che io stia esagerando. Il problema è di chi ha acquistato lentamente volume per volume: ricordiamoci che per arrivare all’ultimo tankobon pubblicato ci sono voluti più di vent’anni. Una lentezza davvero sconcertante (siamo al numero 74 della prima stampa).
Certo è che, quando l’opera sarà completa, nessun’altra potrà mai competere con tanta grandezza.
Nessuna. La commistione generata da trama e immagini; l’aspetto dettagliato della personalità di ognuno dei protagonisti; la stessa dicotomia tra Gatsu e Grifis e lo scontro di così diverse personalità; l’amore con Caska; il fascino e il carisma di quest’ultimi. Il tutto alternato a battaglie memorabili, sia che si parli delle guerre presenti nella saga dei falchi, sia che si parli delle feroci e devastanti battaglie solitarie del cavaliere nero o della ribellione dell’imperatore Ganishuka.

Non perdete la seconda parte dedicata a Berserk e l'animazione!
Leggetela Ora!

FedereZ


6 commenti:

  1. "Guts" nel riadattamento inglese? Casomai nell'adattamento UFFICIALE.
    Il bello è che c'è gente che critica l'edizione animata perchè avrebbero "cambiato i nomi", quando invece utilizzano quelli giusti nonchè ufficiali, mentre nel manga, non per essere brutale, ma sono adattati alla "pene di cane". Il più assurdo è "Judeau" (giudò), un bellissimo nome francese che la Planet Manga ha adattato come "Judo" (giudo) come se fosse un nome giapponese.
    Poi Ibarella XD
    Evarella!!!

    Vabbè lasciamo perdere.

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    1. Beh il problema è che dal giapponese non è facile decidere la trasliterazione di un nome di fantasia (perchè ricordiamo che il nome Gatsu, Guts o quel che sia è un nome di fantasia).
      All'epoca dell'uscita del Manga non c'erano molti riferimenti, quindi chi ha tradotto e/o adattato i testi ha scelto Gatsu in luogo di Guts, poiché è così che il nome si pronuncia in Giapponese ( ガッツ Gattsu)
      Non mi pronuncio per gli altri perché non mi sono informato, ma di certo leggere Gatsu al posto di Guts, ti posso assicurare, non ha minato minimamente il gusto di leggere il manga

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    2. Non so se davvero 96 non ci fossero riferimenti sulla giusta traslitterazione, fatto sta che una serie che richiama uno spirito medievale europeo, trasformare Gattsu in Gatsu invece di Guts non è stato molto saggio (è un nome di fantasia sì, ma di fatto Gattsu in katakana è ufficialmente Guts in inglese). Per quanto riguarda Judeau non ci sono scuse invece, hanno storpiato il nome. Poi ok nel 96 non avevano info, ma com'è possibile che abbiano sbagliato Evarella nel 2005/06? Suvvia... secondo me c'è stata superficialità.

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  2. Oz Pursuit ha pienamente ragione. Va bene sia"Gatsu" che "Guts". È giustissimo scrivere Guts poiché le origini di questo nome derivano proprio da questo sostantivo inglese che significa "fegato". Il protagonista infatti per la sua tenacia dimostra sempre di avere fegato (to have guts). Se lo leggiamo è Gatsu, se lo interpretiamo è Guts: e va bene uguale. Io la critica all'anime inoltre la muovo eccome! Perché nel cartone non è Gatsu, ma Gaz. Lo troviamo scritto anche nell'episodio 14. "La confessione di Gaz". In sostanza però non è sbagliato nemmeno questo. Basta che si legga Gaz, com'è scritto va bene comunque.

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    1. Non proprio, Seppur di fantasia, Gattsu in katakana è ufficialmente il corrispondente del termine Guts (fegato) in inglese. Gatsu invece sembra un nome giapponese che non si sposa proprio in quella che è un'ambientazione che richiama lo spirito medievale europeo. Poi passi quello, ma Judeau trasformato "Judo" è assurdo! Evarella diventato Ibarella (nel 2005!).

      Si nell'anime era scritto Gaz nei titoli è vero. Comunque nei film cinematografici si chiama Guts. Anche Griffith conserva il nome autentico negli anime, eppure c'è chi critica tali scelte di adattamento. A me ad onor del vero, che si chiami Guts o Gatsu, Grifis o Griffith, non frega niente, tanto entrambi derivano dall'originale, quello che mi da fastidio è l'atteggiamento dei fan, che vedono sempre sacrosante le trascrizioni dei manga.

      Nessuno ad esempio si lamenta di alcuni strafalcioni di Star Comics, tipo in Dragon Ball, Tao-Pai-Pai diventò inspiegabilmente Tao-Bai-Bai (errore mantenuto in tutte le edizioni, anche quella attuale). O in One Piece, Luffy trascritto come Rufy (anche se qui è successa la stessa cosa dei nomi di Berserk).

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  3. Secondo me non si tratta di superficialità. Mostrarsi sapienti quando il fumetto ha più di vent'anni alle spalle è troppo facile. Tutti gli appassionati si saranno informati sull'autore, la storia e le origini dei nomi... Il katakana ci suggerisce che è una parola straniera o semplicemente inventata. Fatto sta che ガッツ si legge Gattsu, e convertirlo in guts senza le informazioni che abbiamo noi sarebbe stato un azzardo. Io la vedo come una mossa prudente e purista. Dall'articolo non mi sembra che traspaia un certo sbilanciamento. Anche io scriverei Gatsu perché mi sono abituato con il manga. Però visto che la pronuncia tra Gatsu, Guts e Gaz è identica, credo ci stia accanendo per un semplice problema di forma e non di sostanza.

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