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ANDRE' THE GIANT LA VITA E LA LEGGENDA

Il 27 Gennaio del 1993 ci lasciava, stroncato da un infarto in un hotel di Grenoble, un atleta dall'altezza di 226 cm e un peso di 290 kg che fu una vera icona della sua disciplina: Andrè Renè Roussimoff, detto anche Andrè The Giant. Andrè militò in molte federazioni di wrestling come la NJPW (New Japan Pro Wrestling) e le americane NWA, IWA e la WWF, l'attuale WWE. Affetto da una rara malattia detta acromegalia, o gigantismo, il wrestler ha combattuto per anni contro una crescita abnorme del fisico a danno degli organi interni, rimasti di dimensioni normali. In seguito alla sua improvvisa dipartita, Andrè The Giant fu il primo lottatore ad entrare nella WWF Hall of Fame.
 Per ricordarlo il fumettista Box Brown (autore di Love is a Peculiar Type of Thing, Everything dies, The Survivalist e proprietario della casa editrice Retrofit) ha recentemente realizzato un fumetto intitolato "Andrè The Giant: La vita e la Leggenda", un unico volume da 240 pagine in bianco e nero edito in Italia dalla Panini 9L.

Introdotto da una simpatica "intervista disegnata" a un anziano Terry Bollea, l'iconico Hulk Hogan, l'opera ci espone la vita del gigante francese sia nella disciplina che l'ha consacrato, sia nei suoi aspetti più personali e riservati di un comune essere umano buono e gentile. Gli eventi fautori della sua fama ci vengono narrati attraverso la minuziosa documentazione,impreziosita da una bibliografia finale, che testimonia la passione messa dall'autore stesso nella rielaborazione di interviste e vari aneddoti.
 Calatosi nel ruolo di un "biografo sequenziale" (da arte sequenziale, nome tecnico che indica appunto il fumetto), l'autore tenta di far trasparire quegli aspetti e quei sentimenti tipici della vita dell'atleta: quel disagio, quell'ansia e la fatica che Andrè fu costretto a sopportare anche solo per poter  vivere, ma che, nonostante tutto, non lo frenarono nel conseguimento delle sue aspirazioni.
Armatosi di uno stile decisamente infantile nel tratto, senza alcuna particolare attenzione alle anatomie o alle proporzioni (stiamo parlando di Andre THE GIANT!), Box Brown raggiunge il suo obiettivo di far trapelare con più efficacia i sentimenti. Sentimenti che, aiutati anche dai dialoghi lineari e molto sintetici, traspaiono nonostante facce fin troppo stilizzate ed essenziali, pose innaturali e omini "ritagliati e appiccicati" su di uno sfondo che ricorda quasi il cubismo di Picasso. Sono innumerevoli i particolari che un appassionato del "bel disegno" possa trovare infantili e a dir poco osceni (non è un lavoro che si distingue per la sua qualità visiva) ma è inoppugnabile come in queste poche linee impreziosite dall'uso dei reitini, caratteristico del fumetto americano, possiamo osservare il modo giocoso con cui Andrè affrontava la sua "sfida", come spesso si rifugiasse nell'alcool per dimenticare la morte imminente, la sua grinta.
Brown, inoltre, decide anche di selezionare attentamente gli eventi significativi della carriera del francese attraverso l'utilizzo di un fondo nero che incorniciasse vignette come quelle che narrano l'epico incontro di Wrestlermania 3 con Hulk Hogan al Pontiac Silverdome, l'evento storico da 93.173 spettatori paganti. Propongo l'attenzione di questo fumetto a chiunque, da chi odia il wrestling al fervente appassionato che seguì in presa diretta le gesta delle superstar di allora, per l'attenzione posta su una disciplina molto spesso sottovalutata da molti per la componente fin troppo scenica. Il pro-wrestling, infatti, è un tema che il fumetto difficilmente ha approfondito con serietà e "Andre The Giant:La vita e la Leggenda" è una buona opportunità per analizzare lo sport spettacolo al di fuori del nostro solito occhi di spettatori paganti.
Concludo così la recensione insistendo sul porre la vostra attenzione su questo lavoro e, così facendo, vi auguro una piacevole lettura, godendo della profonda semplicità delle linee semplici di questo fumettista d'oltreoceano.
Cordiali Saluti,

Gabriele "Gabe" Crepaldi    


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